Pagamenti via Whatsapp: ecco la versione beta del nuovo servizio
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Pagamenti via Whatsapp: ecco la versione beta del nuovo servizio

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Scritto da Angela

Fra le novità più interessanti di quest’anno in termini di innovazioni con grande potenziale, c’è sicuramente il lancio della nuova funzione Mobile Wallet di Whatsapp che permette i pagamenti P2P fra gli utenti. Il primo paese in cui il nuovo sistema è stato testato è l’India, dove Whatsapp ha ricevuto il supporto di un’interfaccia di pagamento che riunisce alcune dei principali istituti bancari del paese. In che modo questo cambiamento sulla popolare piattaforma di messaggi influenzerà la nostra vita quotidiana e professionale? Analizziamo insieme la situazione.

Pagamenti via Whatsapp: ecco la versione beta del nuovo servizio

Portafogli online e pagamenti P2P

Negli ultimi anni sono proliferate le aziende che offrono sistemi per gestire pagamenti diretti fra utenti online. La sfida principale in questo campo consiste ovviamente nel conciliare la necessità di eliminare il più possibile gli intermediari e rispettare la privacy, con il dovere di contrastare e prevenire le frodi. Sono in molti ad aver sperimentato sistemi di “portafogli online”: Whatsapp non fa altro che seguire le orme di Google Tez e Truecaller. La differenza, ovviamente, sta nel fatto che Whatsapp ha già milioni di utenti e integrare una nuova funzione nell’app vuol dire far partire il nuovo servizio con una base di utilizzo enorme. Questo rappresenta un vantaggio considerevole rispetto ad app e servizi che invece devono promuoversi e spingere gli utenti a scaricare e installare il software.

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I vantaggi di Whatsapp Payments

Semplificare le procedure di pagamento produce sempre effetti benefici per chi vende online. Ridurre gli step necessari per completare una transazione aumenta il numero di transazioni che vanno a buon fine. Questo si traduce, almeno in teoria, in un incremento del ROI per qualsiasi retailer o e-commerce che spinga gli utenti a pagare utilizzando i nuovi sistemi. Tutti i vantaggi sopra descritti sono ormai ben noti alle aziende, ed è quindi facile prevedere che il servizio pagamenti di Whatsapp sarà accolto con favore dai brand. Non bisogna tuttavia immaginare questo nuovo servizio come un nuovo Paypal da utilizzare su Amazon. Si tratta di uno strumento pensato per agevolare anche – se non soprattutto – le vendite in-store, sostituendosi al POS e affiancando i sistemi contactless e le nuove tecnologie come Apple-pay.

Come funziona

La prima cosa importante da sapere è che questa nuova funzione sarà disponibile solo per l’applicazione individuale e non per la versione business – almeno per il momento. Non si tratta, quindi, di uno strumento pensato per le interazioni commerciali strettamente intese, anche se è abbastanza semplice dedurre che questa fase sperimentale sia preliminare al lancio di uno o più servizi destinati alle aziende. Per utilizzare la nuova funzione gli utenti dovranno ovviamente collegare il proprio conto bancario al profilo Whatsapp e qui emerge un altro vincolo. È infatti necessario che il numero di telefono collegato a Whatsapp sia lo stesso collegato all’online banking dell’istituto di riferimento. Al momento le transazioni sono rese possibili dalla Unified Payments Interface (UPI), che coinvolge, come abbiamo detto, i principali istituti di credito operanti in India. Prima che il servizio possa essere lanciato nel resto del mondo, occorrerà predisporre infrastrutture informatico-finanziarie simili. Non è inoltre possibile effettuare transazioni fra wallet online differenti, è quindi necessario che entrambe le parti abbiano un account Whatsapp con attivo il nuovo servizio. Una volta implementata, la funzione sarà disponibile nella chat, nell’elenco dei contenuti speciali che si possono aggiungere a un messaggio (foto, attachment, audio, location, etc). L’unico passaggio intermedio richiesto agli utenti, prima di poter utilizzare il servizio, è quello di registrare un account presso la UPI, che fa da snodo e rende possibile la transazione finanziaria.

Sviluppi

Naturalmente si tratta di una versione beta e le speculazioni sono ancora interamente aperte. Il servizio verrà esteso ad altri paesi e categorie di utenti? Sarà applicabile solo agli scambi di denaro fra privati o anche, per esempio, al pagamento delle utenze? Dal momento che Whatsapp è stata acquisita da Facebook e che Facebook è nota per la tendenza a inglobare quanti più servizi possibile, è legittimo ipotizzare sviluppi futuri. Quanto alla scelta di varare il progetto inizialmente solo in India, non è difficile comprendere le motivazioni di questa scelta. Gestire i complessi accordi necessari con gli istituti di credito all’interno di un solo paese è certamente più sensato per un progetto in fase beta. Allo stesso tempo, però, il fatto che solo all’interno di quel singolo paese Whatsapp possa contare su una base di oltre 250 milioni di utenti permette di lavorare anche su un campione rappresentativo e fare stime ragionevoli sul gradimento del nuovo servizio. Non ci resta che attendere i risultati di questo protocollo sperimentale e osservare gli sviluppi di un servizio assai promettente.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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