Aziende: come prepararsi per una seconda ondata di Covid-19
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Aziende: come prepararsi per una seconda ondata di Covid-19

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Scritto da Angela

Le notizie delle ultime settimane non sono confortanti quanto avremmo sperato: i contagi da Covid-19 risalgono in tutta Europa e sembra ormai scontato che l’autunno sia destinato a portare con sé una seconda ondata, sulla cui entità non ci sono ancora previsioni certe, così come sulle misure che saranno adottate per contenerla. Questa prospettiva, per le aziende, è fonte di preoccupazione: un nuovo lockdown o un nuovo blocco dei consumi potrebbero rappresentare un colpo troppo duro da sostenere per molti imprenditori. Che si assista o meno a una seconda ondata di portata paragonabile alla prima, è probabile che la pandemia di Covid-19 influenzi il nostro modo di lavorare in futuro. Se la tua attività ha riaperto dopo il lockdown, ci sono alcune cose che puoi fare per prepararti a una potenziale seconda ondata nella tua regione.

Acquistare in anticipo i dispositivi di protezione personale

La sicurezza personale deve essere la prima preoccupazione in qualsiasi luogo di lavoro. Tutti ricordiamo fin troppo bene i disagi legati all’accumulo compulsivo – e alla conseguente irreperibilità – di tutti i dispositivi di protezione personale all’inizio del lockdown. Onde evitare di incorrere nuovamente in problemi simili e di rischiare di lasciare scoperti i tuoi dipendenti, può essere utile fare una piccola scorta adesso, in un momento in cui si trovano con grande facilità guanti, mascherine e disinfettanti. Lo stesso ragionamento si può applicare ai prodotti per la pulizia e la disinfezione delle superfici.

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Non limitarti ad aspettare le direttive: stabilisci delle misure di sicurezza per la tua attività prima che arrivi la seconda ondata

In questa fase, ci sono ancora differenze marcate nel modo in cui le singole regioni stanno gestendo la crescita dei contagi. Questo vuol dire che alle linee guida generali dettate dal governo e proposte dalle autorità sanitarie si aggiungono altre indicazioni, che sono decise su base territoriale. In linea di massima, una buona pratica è quella di eccedere nel senso della prudenza. Per esempio, prima ancora di recepire le direttive locali e nazionali, è bene implementare un rigoroso programma di pulizia, fornire dispositivi di protezione personale per i dipendenti che ritornano in ufficio e, laddove possibile, apportare modifiche agli spazi di lavoro per fornire più barriere e spazio tra i lavoratori o fra il personale e i clienti. Se possibile, estendi la possibilità di lavorare da casa a tutti i dipendenti la cui presenza in azienda non è strettamente indispensabile allo svolgimento delle attività.

Migliora i canali online e minimizza i contatti

Per difenderci dal Coronavirus in assenza di un vaccino non basta investire in mascherine e disinfettanti: occorre ripensare completamente il modo di gestire la propria attività. Se non hai ancora potenziato i tuoi canali online, questo è il momento di ristrutturarli, preparandoti alla possibilità che diventino le colonne portanti della tua azienda. Questo può è il momento ideale per investire in software, gestire i problemi di comunicazione all’interno dei team che si sono presentati durante il lockdown. Come si può rendere migliore e più completa l’esperienza del cliente, come rendere più efficiente il flusso di lavoro a distanza? Se durante la prima crisi la tua azienda ha incontrato qualche difficoltà nella gestione del lavoro a distanza, per esempio nella fornitura di prodotti e servizi o nell’interazione dei clienti, questo è il momento di correggere quegli errori, non di lasciarseli alle spalle pensando di non doverci più fare i conti. Ripensare interamente la tua attività per gestirla online è il modo migliore per affrontare al meglio un’eventuale seconda ondata.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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