I video sono il nuovo trend di LinkedIn: ecco cosa sta cambiando
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I video sono il nuovo trend di LinkedIn: ecco cosa sta cambiando

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Scritto da Angela

Dove useremmo un video per comunicare? O, meglio, quando creiamo o commissioniamo un video, dove pensiamo che sarà visualizzato? In tv? Su Facebook o Youtube? Su Instagram? La creazione di contenuti pensati per interagire al meglio con le piattaforme su cui si trovano non è certo una novità. E a volte è proprio il modo in cui le piattaforme online gestiscono i diversi formati a determinare alcuni grandi trend della comunicazione. Negli ultimi due anni, per esempio, i video sono diventati sempre più popolari in ambito corporate e B2B, anche grazie ad alcuni cambiamenti dell’interfaccia LinkedIn. Proprio come Facebook qualche anno fa, LinkedIn ha fatto scelte molto precise, privilegiando i contenuti video e incoraggiando gli utenti a caricarli direttamente sulla piattaforma. Che cosa succederà alla comunicazione video su LinkedIn nel prossimo futuro? Come cambierà il nostro modo di concepire i video in un contesto B2B? Abbiamo fatto qualche previsione.

Più attenzione agli utilizzatori di smartphone

Per il momento, l’unica grande pecca che LinkedIn non sembra riuscire a risolvere è la piattaforma mobile. Nonostante la risoluzione di alcuni bug che rendevano l’utilizzo dell’app frustrante e pressoché inutile, l’esperienza di navigazione da mobile non si avvicina ancora a quella da desktop. Sono garantite le funzioni principali, ma la ricchezza delle interazioni si scontra con un’interfaccia ancora imperfetta. La buona notizia è che i video, che fanno parte del normale feed, sono fra i contenuti preferiti dagli utenti che utilizzano l’app di LinkedIn e i brand stanno iniziando a capirlo. Proprio come è successo con gli altri social, quindi, si sta diffondendo la buona abitudine di creare contenuti brevi, veloci, chiari e fatti per essere consumati in movimento. Uno dei segnali più evidenti di questa crescente ottimizzazione è l’uso sempre più frequente dei sottotitoli, che permettono la fruizione del video anche a chi sceglie di azzerare il volume del dispositivo.

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Sempre più simile a Twitter

Il focus sui video nativi non è la sola novità dell’ultimo periodo, su LinkedIn. Sono infatti comparsi anche gli hashtag, che hanno contribuito a rafforzare la preponderanza dei Trending Topics. In modo non dissimile da quello che accade su Twitter, infatti, le conversazioni su LinkedIn sono sempre più raggruppate intorno a blocchi di argomenti, che si contendono l’attenzione del pubblico. Buone notizie, quindi, per chi ha imparato a dominare e gestire i meccanismi dell’attenzione in questo tipo di ambiente. Il grande vantaggio, ovviamente, si riscontra nel fatto che LinkedIn (per il momento) ha mantenuto una sorta di filtro quasi “naturale” sui contenuti, che sono ancora prevalentemente professionali. Questo riduce le dimensioni del network con il quale si interagisce, aiutando a valorizzare ogni singola condivisione. Aggiungere a questa già fortunata ricetta la corsia preferenziale accordata ai video nativi crea le condizioni per strategie comunicative di grande impatto.

Perché non si può fare a meno del video marketing

Ci sono aziende che proprio non riescono a trovare la chiave giusta per far funzionare una buona strategia di marketing video. Dopo aver ignorato Youtube e parte di Instagram, dopo aver tentato in vano di afferrare il successo della viralità, probabilmente molti di questi brand avevano abbandonato completamente il terreno della produzione di video. Lo spostamento dell’attenzione anche su LinkedIn, però, è un segnale chiaro: il video è il contenuto che gli utenti consumano più volentieri, quello che mantiene più alta l’attenzione. Può essere quindi il momento di riprovarci. La buona notizia è che su LinkedIn è più facile individuare il tipo di contenuto da creare, perché l’ambito ristretto implica necessariamente una minore varietà.

Il successo professionale su LinkedIn: è il momento di diventare influencer

La capacità di comunicare attraverso i video sta già facendo la fortuna di alcune particolari figure su LinkedIn. I formatori, per esempio, in particolare quelli che hanno la capacità di coinvolgere ed entusiasmare, sono in rampa di lancio per diventare vere e proprie rockstar della piattaforma. Dai webinar ai video d’opinione sulle tendenze più rilevanti di una certa industria, questo tipo di contenuti sono percepiti come fonti di autentico valore, che arricchiscono l’esperienza dell’utente.

Conclusioni

La diffusione dei video su LinkedIn rappresenta un’ottima occasione per acquisire un seguito social vasto e attento. Per i brand che aspirano ad accrescere la propria influenza, questo è il momento di investire in contenuti di qualità.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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