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3 errori che le aziende fanno su LinkedIn

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Scritto da Angela

LinkedIn è forse il meno compreso dei social network, certamente il meno “cool”, in termini di impatto sul grande pubblico, ma anche uno di quelli con il maggior potenziale. Perché a molti è così ostico questo strumento, creato apposta per aiutarci a eccellere nel lavoro? Probabilmente perché spesso lo si usa nei modi e per i motivi sbagliati e si commettono alcuni errori fondamentali. La stragrande maggioranza degli utenti, infatti, utilizza LinkedIn come una delle tante “armi” del proprio arsenale, tentando di far progredire la propria carriera. Quello che quasi tutti dimenticano, però, è che LinkedIn è un social network e come tale la sua vera forza sta nel potere delle connessioni fra persone e della condivisione di esperienze. Se utilizzi LinkedIn per promuovere la tua azienda o la tua attività professionale, ti consigliamo di fare attenzione a questi 3 errori.

1. Foto poco professionali: LinkedIn non è Facebook

E neppure Instagram. E tantomeno il defunto Tumblr. Le foto su LinkedIn dovrebbero sempre rispettare alcuni standard minimi di professionalità. Molti professionisti hanno compreso l’importanza di scegliere immagini del profilo appropriate. Il discorso, tuttavia, è assai diverso per i dipendenti e collaboratori delle aziende. Come tutti sappiamo, LinkedIn rende possibile associare i profili dei dipendenti alle pagine delle aziende per cui lavorano. Questo vuol dire che chi visita la pagina dell’azienda potrà accedere ai profili dei dipendenti presenti su LinkedIn. In questo contesto, una foto troppo informale o – peggio – un profilo senza foto possono dare un’impressione di trascuratezza. Naturalmente nessuna azienda ha il diritto di avanzare richieste sulla sfera privata dei dipendenti o sull’uso da parte loro dei social network, ma non c’è nulla di male a informare i propri collaboratori dei vantaggi che si possono trarre dal corredare il proprio profilo con una foto adatta al contesto professionale.

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2. Informazioni non aggiornate

LinkedIn è la cenerentola degli aggiornamenti. Capita assai spesso, infatti, che le informazioni presenti sul questo social siano diverse da quelle che si trovano sui siti ufficiali dei brand o sulle pagine Facebook. Lo stesso avviene, non di rado, per la carriera dei liberi professionisti. I motivi sono tanti e diversi, ma principalmente possono essere ricondotti al fatto che LinkedIn non viene percepito come uno strumento per comunicare le novità ma, sempre più spesso, come una sorta di curriculum online da aggiornare quando serve. Tenere online informazioni inesatte, non aggiornate o che si discostino dall’immagine e dalla politica attuale del brand è controproducente, soprattutto perché LinkedIn si sta affermando come lo strumento primario di ricerca di informazioni in ambito professionale. In altre parole, è assai probabile che chi cerca informazioni sulla tua azienda o sul tuo lavoro le cerchi prima di tutto su LinkedIn: se queste non sono aggiornate, l’intera comunicazione ne verrà danneggiata.

3. SEO… su LinkedIn!

Davvero si può fare SEO su LinkedIn? Non solo si può, ma si deve, anche se, ovviamente, non stiamo parlando dello stesso tipo di lavoro che si farebbe su un sito o su un blog. Si tratta, piuttosto, di ottimizzare la presenza di keyword sui profili personali e sulle pagine aziendali. È importante includere, nelle descrizioni dei profili, le chiavi di ricerca più importanti associate ai propri servizi. LinkedIn, infatti, fa già una parte del lavoro in termini di SEO, ma se le parole chiave che riguardano l’attività di una certa azienda o di un professionista non compaiono nel profilo, allora quel profilo non sarà presente fra i primi risultati delle ricerche su Google. Questo vuol dire rischiare di perdere potenziali clienti

Conclusioni

Se ti sei riconosciuto in qualcuno di questi errori, sappi che non è mai troppo tardi per rimediare. Oltre 600 milioni di individui e oltre 20 milioni di aziende utilizzano LinkedIn per generare lead, scoprire nuovi partner e assumere dipendenti. Come per ogni social network, la cosa più importante è comprenderne a pieno il linguaggio.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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