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Quanto costa il content marketing

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Scritto da Angela

Quanto costa il content marketing? Questa potrebbe non essere la domanda giusta. Piuttosto dovremmo chiederci: quanto costa il content marketing efficace? Si possono produrre moltissimi contenuti di qualità, ma se nessuno li vede questi non porteranno alcun vantaggio all’azienda. Oppure si possono promuovere perfettamente i propri contenuti e raggiungere un ampio target, ma, se la qualità lascia a desiderare, si rischia addirittura di danneggiare l’immagine del brand. Quello che ci interessa sapere, quindi, è come calibrare gli investimenti all’interno di una strategia di content marketing che riesca a coniugare qualità e distribuzione.

La convenienza del content marketing

Cominciamo con le buone notizie: quando si tratta di generare lead, il content marketing può arrivare a costare molto meno delle strategie di marketing outbound più aggressive e, se ben strutturato, può offrire fino al 300% in più in termini di generazione di lead di qualità. Quanto alle conversioni, le lead generate dal content marketing risultano più fertili e più frequentemente redditizie rispetto alle altre. All’interno di questa prospettiva fortemente incoraggiante, ovviamente, ci sono delle differenze. È chiaro, per esempio, che un blog avrà un impatto diverso da un’attivazione esperienziale (che pure è una forma di content marketing), ed è anche vero che un blog con contenuti di alta qualità, aggiornati più volte durante la settimana, contribuirà maggiormente al branding, rispetto a una piccola sezione news sul sito, aggiornata a intervalli irregolari e con contenuti non curati. Come in qualsiasi altra strategia, quindi, puoi scegliere di investire in contenuti più ricchi o in un supporto tecnologico migliore, focalizzandosi sui grandi risultati a lungo termine, oppure puoi cercare di ottimizzare un budget ridotto, ragionando esclusivamente in termini di ROI. In media, il content marketing occupa fra il 20% e il 25% del budget totale del marketing per un brand, con una spesa leggermente più alta, in percentuale, in ambito B2B.

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Come risparmiare sul content marketing

Prima regola: non sprecare il budget su contenuti che non sei sicuro di utilizzare. Questo consiglio potrà sembrare ovvio, ma un numero sorprendente di campagne di content marketing, soprattutto in ambito B2B, finiscono per investire nella creazione di una gran quantità di contenuto che poi resta fuori dalle campagne vere e proprie. Soprattutto quando il budget non è particolarmente corposo, è essenziale ottimizzarlo. Per questo devi sempre partire da una strategia solida e dettagliata. Meglio investire tutto il proprio budget, per quanto ridotto, in pochi materiali davvero utili, con la prospettiva di aumentare la spesa per l’anno seguente, piuttosto che sprecare risorse per contenuti che resteranno nel cassetto.

Pianificare il budget

Per sapere che tipo di contenuti funzionano per il tuo brand, l’unico modo è valutare le campagne passate. Limitarsi ad aumentare il budget non è una garanzia di risultati migliori. Una buona strategia dipende dalla capacità di valutare quali tipi di contenuti e canali di distribuzione hanno dato i risultati migliori in passato e calibrare gli investimenti in quella direzione. Per questo, soprattutto se un brand è nuovo sul mercato o se l’azienda si sta accostando a un nuovo target, è consigliabile iniziare a piccoli passi e lavorare con attenzione all’analisi delle metriche. Si parte dai “mattoncini” fondamentali del content marketing, come la creazione di un blog, di contenuti appositi per i social media e magari di contenuti video, per arrivare a offrire al cliente esperienze sempre più complesse, creando una community e un universo di valori nel quale il pubblico, sempre più fidelizzato, possa identificarsi.

Conclusioni: l’importante è restare flessibili!

Quando si stabilisce un budget per il content marketing, è importante mantenere un approccio flessibile. Anche la pianificazione più attenta non riuscirà a prevedere con totale esattezza i risultati di una strategia. Ci sarà sempre qualche elemento di sorpresa in termini di ciò che funziona e ciò che invece non produce risultati. Ti troverai quindi a investire di più su un aspetto della strategia che inizialmente avevi del tutto sottovalutato, sottraendo invece budget a strumenti e contenuti sui quali avevi puntato molto, ma che non hanno funzionato come speravi. Mantenere un margine di flessibilità ti permetterà di ottimizzare la strategia in tempo reale, riducendo gli sprechi.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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