Digital branding: crea la tua strategia online con questi 4 consigli
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Digital branding: crea la tua strategia online con questi 4 consigli

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Scritto da Angela

Costruire l’identità di un brand vuol dire porre le basi per una crescita costante e affidabile. Vi sembra poco, in un’economia in cui le aziende nascono e spariscono come i pop-up shop in un aeroporto? È per questo che diventa fondamentale investire fin da subito nel digital branding, ovvero nella costruzione di un universo di significati che girano intorno al brand, in ambito digitale e online. Questo vuol dire rendersi riconoscibili e generare fedeltà al brand, ottenere visibilità, creare un discorso pubblico che coinvolge il brand e che oggi, grazie ai social, siamo in grado di monitorare e quantificare. Semplificando ancora di più, quello che vogliamo, quando lavoriamo al digital branding, è che i clienti (o potenziali clienti) si ricordino del marchio e ne abbiano un’idea positiva. Come si ottiene questo importantissimo risultato? Lavorando a monte su una strategia solida.

1. Che cos’è il digital branding?

Abbiamo detto che la branding strategy, in generale, mira a creare un’identità riconoscibile e a suscitare una reazione emotiva nel pubblico. Di volta in volta, una strategia di questo tipo può focalizzarsi sulla crescita della brand awareness, sulla costruzione di una community, sulla fidelizzazione e così via. Il digital branding è tutta quella parte della branding strategy che si occupa di individuare gli strumenti promozionali digitali più adatti, soprattutto allo scopo di generare lead e quindi aumentare le conversioni.

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Quali elementi non possono mai mancare in una strategia di digital branding?

Provate a immaginare il brand e la sua identità digitale come un hotel o una spa. Prima di aprire al pubblico, questo tipo di strutture si preoccuperanno di predisporre un’accoglienza di qualità, di assumere personale qualificato per dare il benvenuto ai clienti, di arredare gli spazi in modo confortevole, di rendere facilmente individuabili le stanze, i ristoranti e tutti gli altri spazi rilevanti per l’esperienza del cliente. Ogni brand deve fare esattamente lo stesso quando si appresta ad accogliere gli utenti nel suo universo digitale. Si parte, quindi, dal sito web, che deve essere ottimizzato per fornire un’esperienza ricca, piacevole e significativa all’utente. Naturalmente il sito deve essere anche ottimizzato per essere facilmente reperibile sui motori di ricerca (tramite un buon lavoro di SEO) e presentare contenuti di valore, in linea con la filosofia del brand. Dopo aver “arredato” la propria dimora online, si passa agli avamposti della comunicazione, ovvero i social media e le newsletter. Questi sono i mezzi con i quali raggiungiamo il pubblico all’esterno, per invitarlo a “entrare” nel nostro mondo, cioè a fare esperienza del brand. Questa è la fase in cui si mette in atto il posizionamento sul mercato che si era già deciso in fase strategica.

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2. Conoscere il pubblico

È impossibile posizionarsi sul mercato senza conoscere approfonditamente il proprio target. Questo vale tanto per il digital branding quanto per qualsiasi altra strategia promozionale. Gli strumenti digitali hanno reso molto più immediata ed efficace la targettizzazione del pubblico e permettono anche alle piccole e medie aziende di effettuare almeno una parte del lavoro di definizione del target e promozione senza affidarsi a consulenti esterni o agenzie. Naturalmente questo tipo di azioni hanno una portata limitata, ma sono anche generalmente poco costose e permettono di cominciare a costruire una base di brand awareness. Anche un’azione promozionale semplice come una campagna su Facebook, se ben targettizzata utilizzando gli strumenti che il social mette a disposizione, può bastare ad attirare un pubblico qualificato in occasione di un’inaugurazione, a lanciare con successo una vendita promozionale o a coinvolgere gli utenti in un’attivazione social.

3. Conoscere la concorrenza

A monte di qualsiasi strategia, comprese quelle di digital branding, c’è la necessità di definire la propria USP. L’acronimo stesso “Unique Selling Proposition” ci fa intuire che, per muovere anche solo un passo sul mercato, è necessario conoscere la concorrenza. Come facciamo, infatti, ad assicurarci che la nostra “selling proposition” sia davvero “unica”, se non sappiamo che cosa gli altri stiano vendendo e come? Per questo l’analisi dei competitor è un elemento assolutamente essenziale del processo strategico. Una volta identificati gli elementi che distinguono il nostro brand da tutti gli altri, sarà possibile valorizzarli con tutti gli strumenti promozionali a nostra disposizione.

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4. Trovare la “voce” del brand

La maggior parte degli utenti social segue almeno un brand sulle principali piattaforme. Questo vuol dire che, con quel brand, l’utente è disposto a creare un dialogo. Per poter sfruttare al meglio questa possibilità di comunicazione, è indispensabile per ogni brand trovare la propria voce, ovvero definire uno stile di comunicazione con i clienti che resti costante nel tempo, coerente e riconoscibile. La parola chiave è “familiarità”. Se il brand, nel suo modo di comunicare direttamente e indirettamente, ha un tono familiare, è assai più probabile che la lealtà dell’utente si consolidi nel tempo, creando possibilità di interazione sempre più articolate e lead sempre più valide.

Conclusioni

Questa brevissima panoramica, naturalmente, non è sufficiente a definire una strategia di digital branding completa. Questo tipo di strategia, infatti, è assai più complessa di quanto non si possa esporre in un semplice articolo. Queste linee guida possono però servire a creare le basi per un lavoro strategico ben pianificato, che si traduca in una campagna di successo.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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